Inserisci questa canzone di Lucio Battisti sul tuo profilo Facebook!
Condividi questa canzone su Facebook
Tweet
Condividi questa canzone su Facebook
Testo della canzone Hegel di Lucio Battisti
Dedica questa canzone o commenta
Il tuo nome *:
La tua email *:
Il tuo commento
Dediche e commenti:
Video della canzone Hegel di Lucio Battisti
Invia la canzone Hegel ad un amico
Inserisci canzone sul mio Blog o MySpace
Copia il codice del riquadro e incollalo nella tua pagina.
ALBUM: Hegel (1994)
Tutte le canzoni di Lucio Battisti
Ricordo il suo bel nome Hegel Tubinga
ed io avrei masticato la sua tuta da ginnastica.
Il nome se lo prese in prestito dai libri
e fu come copiare di nascosto
fu come soffiare sul fuoco.
Cataste scolastiche perché ?
quando tutto è perduto non resta che la cenere e l'amore
e lei nel suo bel nome era una jena.
Chi di noi il governato e chi il governatore.
Son fatti che attendono alla storia
chi fosse la provincia e chi l'impero
non è il punto.
Il punto era l'incendio.
Erano gli esercizi obbligatori estetici
le occhiate di traverso e tu guardavi indietro
c'eravamo capiti, capiti all'inverso.
Ci diventammo leciti per questo.
D'altronde d'altro canto.
A volte essere nemici facilita.
Piacersi è così inutile.
Un bacio dai bei modi grossolani
sfuggì come uno schiaffo senza mani.
Talmente precisi ci si rese conto
d'essere un allegoria soltanto quando
ci capitò di dire indicando il soffitto col naso
di dire "noi due" e ci marmorizzammo.
La corda tesa a mò d'arco e la tempesta, la schiuma.
il cuore amò se stesso
ma noi non divagammo.
L'animo umano è nulla se non è
una pietra da scalfire ricavando
i capelli e il suo bel piede.
Era la collisione, il primo scontro epico
perché non scritto ma cavalcato a pelo
ed ognuno esigeva la terra dell'altro
le mani, la terra, la carne e il terreno.