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ALBUM: Hegel (1994)
Tutte le canzoni di Lucio Battisti
E' successo quello che doveva succedere.
Ci siamo addormentati perché è venuto il sonno
a fare il nostro periodico ritratto.
E per somigliarci a noi, più che noi stessi
ci vuole fermi, che appena respiriamo
e mobili ogni tanto, come un tratto sicuro di matita.
Ecco che siamo, la viva immagine di una
distilleria abusiva che goccia a goccia secerne puro spirito.
Noi dietro una colonna ridevamo per l'aneddoto
e ci contrastavamo amabilmente
su aria, fiato e facoltà vitale,
su brio d'intelligenza,
sull'indole e sull'estro,
soffio, refolo, vento e venticello.
Sull'essenza e sulla soluzione,
sul volatile e sulla proporzione,
sul naturale e sul denaturato.
E poi sulla fortuna.
La fortuna non c'entra,
quando una cosa per terra si posa.
E vale sia per l'estetica che per l'allodola.
E lui continuava a ritrattare.
A ritrattare, quindi.
E la reale e doppia fisionomia nostra
spariva via, come una coppia annoiata
di visitatori da una mostra.
Noi dietro le sue spalle,
ridevamo per l'aneddoto,
mimetico, drammatico, faceto, ditirambico.
E ci contrastavamo amabilmente,
su verde, rosa e viola del pensiero,
su mente giudicante, su lampo e riflessione
e sul limpido e il cupo e il commovente,
su coscienza e su allucinazione,
sulla celebre cena e gli invitati,
colori che divorano colori.
Se lo spirito s'eccita
per caso esilarando
oppure ardendo
bruciando bruciando.
E chi dei due,
ha le parti fredde
cercando le tue.