Testo Canzonenoznac – Roberto Vecchioni

Di | 4 luglio 2013

Album: Ipertensione (1975)
Testo della canzone Canzonenoznac di Roberto Vecchioni
Il leader della parte scura,
dietro una barba quasi nera,
diceva cose alla sua gente,
a voce bassa come sempre;
e ricordava cose antiche,
proibite ma pur sempre vive,
come il martini con le olive.
Dal millenovecentottanta
anno di grazia e d’alleanza,
felice e immobile la gente
viveva solo del presente;
ma lui a quei pochi che riuniva
come una nenia ripeteva
quel suo programma che chiedeva.
Fosse permesso ricordare,
fosse permesso ricordare,
poi ricordò che era vietato
nel mondo nuovo anche il passato.

Il leader della parte chiara,
con quella cicatrice amara
sul mento a forma di radice,
gridava Abbasso questa paace .
Coi pochi giovani insultava
la polizia che costringeva
soltanto ad essere felici:
ed abbatteva e rifaceva
palazzi d’arte e di cultura
e delle bibite e del niente
sì, ma soltanto con la mente;
e all’occorenza le prendeva
 davanti ai giudici abiurava,
ma appena uscito risognava.

Fosse possibile cambiare
fosse possibile sperare
ma la speranza era un difetto
nel mondo ormai così perfetto.

E il leader con la cicatrice
credeva l’altro più felice,
e l’altro quello con la barba,
di lui diceva àˆ pieno d’erba ;
si sospettavano a vicenda
di fare solamente scena
d’essere schiavi del sistema
e l’uno l’altro beffeggiava
e l’altro l’uno ricambiava,
pur descrivendo alla rinfusa
due volti di una stessa accusa:
che era impossibile cambiare,
tornare indietro, andare avanti
avere voglia di sbagliare.

Come ad esempio ricordare
Come ad esempio ricordare
questo ricordo era un difetto
nel mondo ormai così perfetto,
né si poteva più cambiare
né si poteva più sperare
questa speranza era un difetto,
nel mondo ormai così perfetto.

E il leader della parte chiara
pianse di rabbia quella sera
seduto sopra la sua vita
perduta come una partita;
ma il servofreno dentro il cuore,
che scatta al minimo segnale,
gli eliminò tutto il dolore.
E il leader della parte scura
contando i passi e la paura
si avvicinò alle parti estreme
dove correva un giorno il fiume,
ricostruendo da un declino
l’ultima chiesa, un vecchio bivio,
l’acqua e l’amore che non c’era,
si sentì stanco in quel momento,
tolse la barba e sopra il mento,
apparve a forma di radice
quella sua vecchia cicatrice.

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