Testo Domicilio Coatto – Renato Zero

Di | 25 febbraio 2013

Album: Artide Antartide (1981)
Testo della canzone Domicilio Coatto di Renato Zero
Settimo figlio!
Mio padre è un coniglio.
Un figlio per ogni sbadiglio.
La fame ci addenta,
La miseria ci annienta,
E mia madreè di nuovo incinta!
Mi scoppia la testa.
Mai un giorno di festa
La sola speranza, non basta
Come faia sorridere mai?
Pignorano il letto.
Sequestrano il tetto.
Ci tolgono il gas e la luce.
In questa famiglia,
Mai un poco di pace
Alla fortuna, la mia faccia, non piace!
Un po’ di decoro!
Magari, un lavoro!
Un futuro di rame, non d’oro
Vita mia!
Che agonia
Che infame vita, la miala mia!!!
Fiori di Malvasia
Di una dimenticata periferia!
Vita mia!
Fuggi via
-Attenti! Arriva la Polizia-
E prego io,
Che questa sorte cambi un giorno, mio Dio!!!
Giudice, allora? Che vogliamo fare?
Verrò a casa sua per mangiare?
Con quel sorriso davvero la invidio
Ma la mia notte si consuma nell’odio.
Solo Rebibbia
Conosce la pena
La fine di quest’assurda altalena.
Vita mia!
Che ironia
Nelle tue mani, la vita mia!
Cambierei,
Caso maiPer la mia vita cosa mi dai? Allora?
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