Testo A. R. – Roberto Vecchioni

Di | 17 Aprile 2011

Album: Elisir (1976)
Testo della canzone A. R. di Roberto Vecchioni
La miseria di una stanza a Londra
le fumerie di Soho:
già  si buttava via.
E sua madre nel fienile, nel ricordo:
vecchia, scassata borghesia.
Ribaltare le parole, invertire il senso
fino allo sputo,
cercando un’altra poesia.
E Verlaine che gli sparava e gli gridava:
non lasciarmi, no, non lasciarmi, vita mia …
E nave, porca nave vai
la gamba mi fa male, dai
le luci di Marsiglia non arrivan mai.

les yeux vert-chou, les yeux vert-chou,
sous l’arbretendronnier qui bave vous cautchous…

Portoghesi, inglesi e tanti altri uccelli di rapina
scelse per compagnia;
quella voglia di annientarsi, di non dare,
e basta, basta poesia;
e volersi far male al punto di finire, lui,
mercante d’armi
fra l’Egitto e la follia,
e una negra grande come un ospedale
da aspettare
e poi la gamba e l’agonia

e nave, porca nave vai,
fa freddo e manca poco, dai,
le luci di Marsiglia non arrivan mai:
Ho visto tutto e cosa so,
ho rinunciato, ho detto no ,
ricordo a malapena quale nome ho:
Arthur Rimbaud, Arthur Rimbaud,
Arthur Rimbaud…

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