Testo Piccola Città  – Nomadi

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Testo della canzone Piccola Città  dei Nomadi
Album: Interpretano Guccini (1974)
Piccola città  bastardo posto
appena nato ti compresi
e fu il fato che in tre mesi
mi spinse via.

Piccola città  io ti conosco
nebbia e fumo non san darmi il profumo del ricordo
che cambia in meglio
ma sono qui nei pensieri le strade di ieri che tornano
visi e dolori e stagioni amori e mattoni che parlano.

Piccola città  io poi ti vidi
le tue pietre sconosciute le tue case diroccate
dalla guerra antica.

Mia nemica strana sei lontana coi peccati fra macerie
e fra i giochi consumati dentro al Florida.
Cento finestre e un cortile, le voci, le liti e la miseria.
Io la montagna nel cuore sentivo l’odore del dopoguerra.
Piccola città , vetrate viola, primi giorni della scuola
la parola, il mesto odore di religione.

Vecchie suore nere con che fede in quelle sere
avete dato a noi il senso di peccato e di espiazione.
Gli occhi guardavano voi ma sognavan gli eroi, le armi e la biglia
correva la fantasia verso la prateria fra la via Emilia e il West.

Sciocca adolescenza falsa e stupida innocenza
continenza, vuoto mito americano di terza mano
pubertà  infelice spesso urlata a mezza voce a toni acuti
casti affetti denigrati, cercati invano
se penso ad un giorno un momento ritrovo soltanto malinconia.
È tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via.

Piccola città  vecchia bambina che mi fu tanto fedele
a cui fui tanto fedele per lunghi mesi
angoli di strada testimoni degli erotici miei sogni,
frustrazioni, amori a vuoto
e mai compresi.

Dove sei ora, che fai neghi ancora o ti dai sabato sera ?
Quelle vie adesso disprezzi o invidi e singhiozzi
se passan davanti a te.
Così diversa sei adesso io son sempre lo stesso sempre diverso
cerco le notti ed il fiasco se muoio rinasco finché non finirà .
Cerco le notti ed il fiasco se muoio rinasco finché non finirà .

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