Testo Via Della Povertà  – Fabrizio De André

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Album: Canzoni (1974)
Testo della canzone Via Della Povertà  di Fabrizio De André
Il Salone di bellezza in fondo al vicolo
è affollatissimo di marinai
prova a chiedere a uno che ore sono
e ti risponderà  non l’ho saputo mai .

Le cartoline dell’impiccagione
sono in vendita a cento lire l’una
il commissario cieco dietro la stazione
per un indizio ti legge la sfortuna

e le forze dell’ordine irrequiete
cercano qualcosa che non va
mentre io e la mia signora ci affacciamo stasera
su via della Povertà .

Cenerentola sembra così facile
ogni volta che sorride ti cattura
ricorda proprio Bette Davis
con le mani appoggiate alla cintura.

Arriva Romeo trafelato
e le grida il mio amore sei tu
ma qualcuno gli dice di andar via
e di non riprovarci più

e l’unico suono che rimane
quando l’ambulanza se ne va
è Cenerentola che spazza la strada
in via della Povertà .

Mentre l’alba sta uccidendo la luna
e le stelle si son quasi nascoste
la signora che legge la fortuna
se n’è andata in compagnia dell’oste.

Ad eccezione di Abele e di Caino
tutti quanti sono andati a far l’amore
aspettando che venga la pioggia
ad annacquare la gioia ed il dolore

e il Buon Samaritano
sta affilando la sua pietà 
se ne andrà  al Carnevale stasera
in via della Povertà .

I tre Re Magi sono disperati
Gesù Bambino è diventato vecchio
e Mister Hyde piange sconcertato
vedendo Jeckyll che ride nello specchio.

Ofelia è dietro la finestra
mai nessuno le ha detto che è bella
a soli ventidue anni
è già  una vecchia zitella

la sua morte sarà  molto romantica
trasformandosi in oro se ne andrà 
per adesso cammina avanti e indietro
in via della Povertà .

Einstein travestito da ubriacone
ha nascosto i suoi appunti in un baule
è passato di qui un’ora fa
diretto verso l’ultima Thule,

sembrava così timido e impaurito
quando ha chiesto di fermarsi un po’ qui
ma poi ha cominciato a fumare
e a recitare l’A B C

ed a vederlo tu non lo diresti mai
ma era famoso qualche tempo fa
per suonare il violino elettrico
in via della Povertà .

Ci si prepara per la grande festa
c’è qualcuno che comincia ad aver sete
il fantasma dell’opera
si è vestito in abiti da prete
sta ingozzando a viva forza Casanova
per punirlo della sua sensualità 
lo ucciderà  parlandogli d’amore
dopo averlo avvelenato di pietà 

e mentre il fantasma grida
tre ragazze si son spogliate già 
Casanova sta per essere violentato
in via della Povertà .

E bravo Nettuno mattacchione
il Titanic sta affondando nell’aurora
nelle scialuppe i posti letto sono tutti occupati
e il capitano grida ce ne stanno ancora ,

e Ezra Pound e Thomas Eliot
fanno a pugni nella torre di comando
i suonatori di calipso ridono di loro
mentre il cielo si sta allontanando

e affacciati alle loro finestre nel mare
tutti pescano mimose e lillà 
e nessuno deve più preoccuparsi
di via della Povertà .

A mezzanotte in punto i poliziotti
fanno il loro solito lavoro
metton le manette intorno ai polsi
a quelli che ne sanno più di loro,

i prigionieri vengon trascinati
su un calvario improvvisato lì vicino
e il caporale Adolfo li ha avvisati
che passeranno tutti dal camino
e il vento ride forte
e nessuno riuscirà  a ingannare il suo destino
in via della Povertà .

La tua lettera l’ho avuta proprio ieri
mi racconti tutto quel che fai
ma non essere ridicola
non chiedermi come stai ,

questa gente di cui mi vai parlando
è gente come tutti noi
non mi sembra che siano mostri
non mi sembra che siano eroi
e non mandarmi ancora tue notizie
nessuno ti risponderà 
se insisti a spedirmi le tue lettere
da via della Povertà .

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